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L’appello secondo l’art. 342 c.p.c.

repubblica21[1]

“La redazione dell’atto di appello secondo le modalità previste dal
novellato art. 342 c.p.c. deve consentire al giudice di valutare con immediatezza il tipo di procedimento e di provvedimento da adottare ( ordinanza di inammissibilità, sentenza – eventualmente ex art. 281 sexies c.p.c. -, rinvio ordinario per la precisazione
delle conclusioni nel caso di fattispecie più complesse e con profili sostanziali e processuali di particolare problematicità).” … “Tale contenuto minimo dell’atto di appello, è funzionale: a) al principio del giusto processo, sancito dal nuovo testo dell’art. 111 cost., che ha come suo cardine anche una durata ragionevole della impugnazione; b) alla corretta applicazione dell’art. 348 bis c.p.c., che, per una valutazione della ragionevole probabilità di esito sfavorevole del gravame, presuppone che il giudicante possa con immediatezza comprendere cosa in concreto a lui si richiede e quali ne siano le ragioni; c) alla individuazione della preclusione derivante dalla acquiescenza derivante dalla impugnazione parziale “che importa acquiescenza alla parti di sentenza non impugnate”.

Tribunale di Matera, sentenza 1121/2015 dott.sa MARRONE Laura

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