Diritto di critica e calunnia

repubblica21[1]

“In materia di diritto di critica, va premesso, con Cass. 7715/14, che presupposto imprescindibile per l’applicazione dell’esimente dell’esercizio del diritto di critica è la “verità del fatto storico posto a fondamento della elaborazione critica”. È anche corretto affermare, con Cass. 5695/14, che “sussiste l’esimente del diritto di critica, quando le espressioni utilizzate, pur se veicolate nella
forma scherzosa e ironica propria della satira, consistano in un’argomentazione che esplicita le ragioni di un giudizio negativo collegato agli specifici fatti riferiti e non si risolve in un’aggressione gratuita alla sfera morale altrui’.
Importante è anche rilevare, quanto al profilo della continenza, che ( Cass. 31669/15) essa postula una “forma espositiva corretta della critica rivolta – e cioè strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione e che non trasmodi nella gratuita ed immotivata aggressione dell’altrui reputazione – ma non vieta l’utilizzo di termini che, sebbene oggettivamente offensivi, siano insostituibili nella manifestazione del pensiero critico, in quanto non hanno adeguati equivalenti”.

Tribunale di Matera Sezione Penale – Sentenza n. 147/2016 dott. SASSO Valerio Giovanni

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